Oggetto: Reclamo Vs Rif.: Prot. N. 3707/2005/sf Risposta a: Vs e-mail del 23/11/05 |
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Credo ci sia stato un equivoco. Con la mia lettera del 16/11 intendevo prendermi il piacere di far sapere alla vostra banca quello che penso dei servizi offerti; non intendevo invece reclamare o avviare una sterile polemica, tanto più che, come stipendiati della SanPaolo (e in più nell’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami"), non potevate certo rispondermi in maniera diversa da come che mi avete risposto. Ringrazio l’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami" per la dettagliata spiegazione sui motivi per i quali l'assegno circolare non è stato pagato. C'è però un piccolo dettaglio: la spiegazione non ha niente a che vedere con il contenuto della mia lettera. L’inconsistenza e la non pertinenza delle vostre affermazioni mi obbliga a precisare alcuni punti: (1) contrariamente a quel che affermate, la mia percezione dell’accaduto è perfettamente chiara: · la SanPaolo ha emesso un assegno circolare per una somma di 3.426 €, impegnandosi a pagarla a vista a Carlo Pappalardo, senza indicare sull’assegno circolare alcuna limitazione a tale impegno, ma precisando anzi che l'assegno circolare poteva essere riempito per importi fino a 10.000 €. · all’atto dell’incasso, la SanPaolo si è viceversa rifiutata di onorare tale impegno. Tutto qui. Quello che è grave non è il fatto che la SanPaolo abbia accollato a un cliente le spese di un servizio che non poteva (o voleva) offrire, quanto il fatto che chi riceve un assegno circolare emesso dalla vostra banca ha tutto il diritto – in base a quanto dichiarato sull'assegno stesso– di pensare di essere stato pagato dal traente, salvo poi scoprire - se non dispone di un conto corrente nel vostro paese (cosa non obbligatoria) o se dispone di un conto corrente all'estero (come nel mio caso) – di avere invece tra le mani solo un pezzo di carta senza molto valore. E questo esclusivamente per colpa dell'incorretta dicitura apposta dalla SanPaolo sull'assegno circolare: niente impone alla banca - suppongo - di affermare che pagherà a vista, ma se lo dichiara dovrebbe poi essere coerente e pagare effettivamente a vista.... (2) per consentirvi di consentirvi di riconsiderare l’accaduto nella prospettiva corretta ed evidentemente non percepita (riprendo una vostra espressione che mi è molto piaciuta) vorrei ricordarvi che l’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami" si è dilungato a spiegarmi minuziosamente perché la vostra banca non ha effettuato il pagamento. Io però volevo solo sapere perché la SanPaolo dichiara falsamente "La SanPaolo SpA pagherà a vista per questo assegno circolare la somma di euro 3.426", e lo dichiara su un documento cartaceo sul quale è chiaramente stampata la dicitura "vale fino a euro DIECIMILA". A questa mia osservazione non avete risposto. (3) l’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami" ci ha tenuto molto a precisare che il rifiuto è stato motivato dal fatto che · il pagamento per cassa degli assegni circolari è limitato per motivi di sicurezza e di tutela del traente, e · una normativa interna prevede che gli assegni circolari emessi da una filiale del gruppo e presentati all’incasso presso altre filiali, possono (non possano! )essere pagati per contanti solo fino alla concorrenza di €.2.000,00 In chiaro, ciò significa che · la SanPaolo non è in grado di controllare in tempo reale per via informatica se un assegno circolare emesso da una sua agenzia è vero o falso, e ha quindi emanato una norma interna per limitare il pagamento a un massimo di 2.000 € · la SanPaolo ha emesso un assegno circolare di 3.426 € sapendo a priori che una sua circolare interna ne vietava il pagamento La vostra spiegazione, quindi, chiarisce il perchè del rifiuto di pagamento (che d’altra parte non pensavo fosse stato motivato da un’antipatia della cassiera nei miei confronti. Vi sarete - forse - resi conto che nella mia precedente lettera non avevo assolutamente criticato l’operato dell’agenzia di S.Benedetto) ma non giustifica affatto il mancato rispetto da parte della SanPaolo dell’impegno assunto. Meno ancora il fatto che abbia emesso un assegno circolare che una sua normativa interna vietava di pagarmi. (4) l'osservazione sull’eventuale possibilità di ottenere una deroga dal direttore è ininfluente. Sono sicuro che, mostrando le mie credenziali, avrei potuto ottenere il pagamento dell'assegno; ma non capisco perché avrei dovuto chiedere come favore speciale quello che è un mio diritto. (5) l'osservazione sulla possibilità di versare l’assegno circolare sul proprio conto corrente e di prelevare la corrispondente somma in contanti è fuori luogo. È ovviamente possibile versare un assegno circolare sul proprio conto, o chiedere a qualche amico di cambiarlo, o suggerire al debitore un trasferimento diretto, o esigere il pagamento in contanti. Ma la mia precedente lettera prendeva spunto dall’incorretta affermazione “La SanPaolo SpA pagherà a vista per questo assegno circolare...” e non chiedeva lumi su cosa fare per ottenere i soldi. (6) l'osservazione “non riteniamo che i rapporti contrattuali intercorrenti tra noi e la nostra clientela ed a cui Lei risulta essere estraneo, possano in alcun modo essere oggetto d’interesse e giustificare considerazioni da parte Sua” è insolente e - come dire? - poco intelligente. Insolente perché non spetta a un impiegato di banca dirmi a cosa posso o non posso interessarmi; poco intelligente perché i costi occulti e palesi scaricati dalle banche sui clienti ricadono sull’intero sistema economico italiano, e qualsiasi cittadino ha il diritto di giudicare e censurare le vostre procedure. Il mio tempo è prezioso, e suppongo anche il vostro; considero quindi concluso il nostro scambio di corrispondenza. Eventuali ulteriori comunicazioni da parte della SanPaolo verranno automaticamente reindirizzate al sito http://sanpaolo.bastianini.info
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Acquaviva Picena 6.12.2005 |
PS: nella mia precedente comunicazione segnalavo che "per quanto accuratamente abbia cercato, non ho trovato sul vostro sito www.sanpaolo.com l’indirizzo dell’ufficio per i rapporti col pubblico. Se esiste cerca di non farsi notare, e tutto considerato mi sembra una saggia precauzione". Intendevo fare una battuta, ma constato che non lo era poi mica tanto. Continuate a mantenere un profilo estremamente basso, e preferiti trincerarvi dietro un anonimo e anodino "RELAZIONI CLIENTELA, Ufficio Reclami", invece di qualificarvi e firmare. Anche in questo caso, capisco perfettamente i motivi. |
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