Vi hanno rifilato un assegno circolare del ?

Bene, e adesso cosa pensate di farne?
Potete naturalmente versarlo sul vostro conto (ma in tal caso la banca, dopo essersi fatta pagare il servizio dal traente, lucrerà anche sulla pelle del beneficiario). Oppure, dal momento che sull'assegno circolare è chiaramente indicato "pagabile a vista", recarvi in un'agenzia della SanPaolo e farvelo pagare.
Giusto? No, sbagliato.
Leggete un poco quello che mi è successo:

Acquaviva Picena,
16/11/2005
SanPaolo, sede
San Paolo, agenzia di San Benedetto del Tronto (via Risorgimento 28)
Buongiorno
In data 8/11/2005 la SanPaolo, agenzia Napoli 18, ha emesso, a richiesta di un suo cliente, un assegno circolare per l’importo di 3.426,00 € a favore del sottoscritto.
In data 11/11/2005 la SanPaolo, agenzia di San Benedetto del Tronto (via Risorgimento 28), ha rifiutato di pagare al beneficiario l’importo indicato sull’assegno circolare, pretestando che non era correntista del banco, e questo nonostante sull’assegno circolare fosse chiaramente indicato l’impegno della banca a pagare a vista al beneficiario.
In sintesi:
* in data 8/11/2005 la SanPaolo ha prelevato dal conto del cliente richiedente la somma di 3.426,00 impegnandosi a rimetterla nelle mani del beneficiario, su semplice richiesta di quest’ultimo;
* alla stessa data la SanPaolo ha addebitato al suo cliente il costo dell’operazione;
* in data 11/11/2005 la SanPaolo ha rifiutato di onorare l’impegno assunto nei confronti del suo cliente.
Farsi pagare un servizio senza avere la minima l’intenzione di rispettare l’impegno assunto si chiama, se non vado errato, truffa. Lungi da me, ovviamente, l’idea di considerarvi dei truffatori (tra l’altro, ho la netta sensazione che vi manchi la necessaria vivacità intellettuale).
Mi rendo perfettamente conto che non siete tra le banche meno inefficienti del paese, ma vi faccio notare che la Cassa di Risparmio della Xxxxxxxxx di Xxxxxx a San Benedetto (dove non sono conosciuto e non ho conti) non ha avuto problemi a effettuare il pagamento, dopo un rapido controllo per via informatica, cosa che apparentemente voi non siete stati in grado di fare (e l’assegno non era stato emesso da loro!).
Un’ultima osservazione: per quanto accuratamente abbia cercato, non ho trovato sul vostro sito www.sanpaolo.com l’indirizzo dell’ufficio per i rapporti col pubblico. Se esiste cerca di non farsi notare, e tutto considerato mi sembra una saggia precauzione.

Ed ecco la risposta della banca: noterete il tono virtuoso (di virtù oltraggiata), la dettagliata spiegazione che non ha niente a che vedere con i motivi della mia lettera di rimostranze, e il rigoroso anonimata dietro cui si cela l'estensore di quest'opera d'arte:

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DIREZIONE RETAIL & PRIVATE
Relazioni Clientela - Ufficio Reclami
  Torino, 22/11/05
Prot. N. 3707/2005/sf
Risposta a: Sua e-mail del 16/11/05
Allegati:
Egr. sig.
PAPPALARDO Carlo
(da inviare via e-mail al seguente indirizzo:
pappalardo43@yahoo.it)

e p.c. Filiale di S. Benedetto del Tronto (00465)
Oggetto: Reclamo  
Facciamo riferimento alla Sua e- mail indicata in epigrafe, il cui tono non possiamo ovviamente condividere ed in merito alla quale intendiamo svolgere alcune considerazioni che certamente Le consentiranno di riconsiderare l’accaduto nella prospettiva corretta ed evidentemente non percepita.
Il pagamento per cassa di assegni, sia bancari che circolari, è subordinato, per ovvi motivi di sicurezza e tutela del traente, ad alcune condizioni ed al rispetto di determinati limiti d’importo, in base a regolamenti interni che ogni banca discrezionalmente adotta.
Tale normativa prevede che gli assegni circolari emessi da una filiale del Gruppo e presentati all’incasso da non clienti presso altre filiali, possano essere pagati per contanti solo fino alla concorrenza di €.2.000,00=.
L’evidente l’incompatibilità tra il suddetto limite e l’importo di €. 3.426,00= del titolo da Lei presentato all’incasso, ha giustificato il rifiuto del pagamento per cassa da parte dell’operatore addetto allo sportello, il quale ha operato in perfetta coerenza con il regolamento della banca e con il più generale obbligo di prudenza che incombe su ogni operatore nel settore del credito.
Per altro un’eventuale deroga al suddetto regolamento avrebbe potuto essere concordata, ricorrendone ovviamente i presupposti, con la direzione della filiale che però non ci risulta sia stata da Lei coinvolta nella questione.
Non abbiamo né titolo né interesse alcuno per sindacare le procedure vigenti presso altre banche; analogamente non riteniamo che i rapporti contrattuali intercorrenti tra noi e la nostra clientela ed a cui Lei risulta essere estraneo, possano in alcun modo essere oggetto d’interesse e giustificare considerazioni da parte Sua.
Ci pare opportuno precisare che sono proprio tali rapporti ad imporre e giustificare l’adozione da parte della banca di tutte le cautele opportune per tutelare la clientela dai rischi derivanti dalle transazioni in contanti, anche in considerazione delle purtroppo frequenti frodi realizzate mediante l’utilizzo di assegni.
Le cautele sopra esposte risultano a maggior ragione giustificate anche in considerazione del fatto che il beneficiario ha comunque la possibilità di versare l’assegno sul proprio conto, presso la propria banca ed ottenerne quindi il pagamento per contanti.
Certi di aver chiarito ogni Sua perplessità, intendiamo ovviamente glissare sulle ulteriori considerazioni gratuitamente polemiche espresse nella Sua e-mail, delle quali respingiamo sia la forma che il merito.
Distinti saluti.
  RELAZIONI CLIENTELA
Ufficio Reclami
Sanpaolo IMI S.p.A. - Sede Sociale: piazza San Carlo 156 - 10121 Torino - Sedi Secondarie: viale dell’Arte 25 - 00144 Roma - via Farini 22 - 40124 Bologna Capitale Sociale € 5.235.781.140,80 i.v. - Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi - Registro Imprese Torino, Codice Fiscale e Partita I.V.A. n. 06210280019 Numero iscriz. Albo Banche: 5084.9.0 - Capogruppo del Gruppo Bancario Sanpaolo IMI - Codice A.B.I. e numero di iscrizione Albo Gruppi Bancari: 1025.6

Beh, naturalmente la risposta era talmente sgangherata (e oltretutto poco intelligente, perché dimostrava esattamente il contrario di quello che avrebbe voluto dimostrare)da meritare un momento di attenzione:

Oggetto: Reclamo
Vs Rif.: Prot. N. 3707/2005/sf
Risposta a: Vs e-mail del 23/11/05
DIREZIONE RETAIL & PRIVATE
Relazioni Clientela - Ufficio Reclami
(invio e-mail a: attilio.scarparo@sanpaoloimi.com)
e p.c. Filiale di S. Benedetto del Tronto (00465)
Credo ci sia stato un equivoco. Con la mia lettera del 16/11 intendevo prendermi il piacere di far sapere alla vostra banca quello che penso dei servizi offerti; non intendevo invece reclamare o avviare una sterile polemica, tanto più che, come stipendiati della SanPaolo (e in più nell’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami"), non potevate certo rispondermi in maniera diversa da come che mi avete risposto.
Ringrazio l’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami" per la dettagliata spiegazione sui motivi per i quali l'assegno circolare non è stato pagato. C'è però un piccolo dettaglio: la spiegazione non ha niente a che vedere con il contenuto della mia lettera. L’inconsistenza e la non pertinenza delle vostre affermazioni mi obbliga a precisare alcuni punti:
(1) contrariamente a quel che affermate, la mia percezione dell’accaduto è perfettamente chiara:
· la SanPaolo ha emesso un assegno circolare per una somma di 3.426 €, impegnandosi a pagarla a vista a Carlo Pappalardo, senza indicare sull’assegno circolare alcuna limitazione a tale impegno, ma precisando anzi che l'assegno circolare poteva essere riempito per importi fino a 10.000 €.
· all’atto dell’incasso, la SanPaolo si è viceversa rifiutata di onorare tale impegno.
Tutto qui.
Quello che è grave non è il fatto che la SanPaolo abbia accollato a un cliente le spese di un servizio che non poteva (o voleva) offrire, quanto il fatto che chi riceve un assegno circolare emesso dalla vostra banca ha tutto il diritto – in base a quanto dichiarato sull'assegno stesso– di pensare di essere stato pagato dal traente, salvo poi scoprire - se non dispone di un conto corrente nel vostro paese (cosa non obbligatoria) o se dispone di un conto corrente all'estero (come nel mio caso) – di avere invece tra le mani solo un pezzo di carta senza molto valore. E questo esclusivamente per colpa dell'incorretta dicitura apposta dalla SanPaolo sull'assegno circolare: niente impone alla banca - suppongo - di affermare che pagherà a vista, ma se lo dichiara dovrebbe poi essere coerente e pagare effettivamente a vista....
(2) per consentirvi di consentirvi di riconsiderare l’accaduto nella prospettiva corretta ed evidentemente non percepita (riprendo una vostra espressione che mi è molto piaciuta) vorrei ricordarvi che l’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami" si è dilungato a spiegarmi minuziosamente perché la vostra banca non ha effettuato il pagamento. Io però volevo solo sapere perché la SanPaolo dichiara falsamente "La SanPaolo SpA pagherà a vista per questo assegno circolare la somma di euro 3.426", e lo dichiara su un documento cartaceo sul quale è chiaramente stampata la dicitura "vale fino a euro DIECIMILA". A questa mia osservazione non avete risposto.
(3) l’ufficio "Relazioni Clientela-Ufficio Reclami" ci ha tenuto molto a precisare che il rifiuto è stato motivato dal fatto che
· il pagamento per cassa degli assegni circolari è limitato per motivi di sicurezza e di tutela del traente, e
· una normativa interna prevede che gli assegni circolari emessi da una filiale del gruppo e presentati all’incasso presso altre filiali, possono (non possano! )essere pagati per contanti solo fino alla concorrenza di €.2.000,00
In chiaro, ciò significa che
· la SanPaolo non è in grado di controllare in tempo reale per via informatica se un assegno circolare emesso da una sua agenzia è vero o falso, e ha quindi emanato una norma interna per limitare il pagamento a un massimo di 2.000 €
· la SanPaolo ha emesso un assegno circolare di 3.426 € sapendo a priori che una sua circolare interna ne vietava il pagamento
La vostra spiegazione, quindi, chiarisce il perchè del rifiuto di pagamento (che d’altra parte non pensavo fosse stato motivato da un’antipatia della cassiera nei miei confronti. Vi sarete - forse - resi conto che nella mia precedente lettera non avevo assolutamente criticato l’operato dell’agenzia di S.Benedetto) ma non giustifica affatto il mancato rispetto da parte della SanPaolo dell’impegno assunto. Meno ancora il fatto che abbia emesso un assegno circolare che una sua normativa interna vietava di pagarmi.
(4) l'osservazione sull’eventuale possibilità di ottenere una deroga dal direttore è ininfluente. Sono sicuro che, mostrando le mie credenziali, avrei potuto ottenere il pagamento dell'assegno; ma non capisco perché avrei dovuto chiedere come favore speciale quello che è un mio diritto.
(5) l'osservazione sulla possibilità di versare l’assegno circolare sul proprio conto corrente e di prelevare la corrispondente somma in contanti è fuori luogo. È ovviamente possibile versare un assegno circolare sul proprio conto, o chiedere a qualche amico di cambiarlo, o suggerire al debitore un trasferimento diretto, o esigere il pagamento in contanti. Ma la mia precedente lettera prendeva spunto dall’incorretta affermazione “La SanPaolo SpA pagherà a vista per questo assegno circolare...” e non chiedeva lumi su cosa fare per ottenere i soldi.
(6) l'osservazione “non riteniamo che i rapporti contrattuali intercorrenti tra noi e la nostra clientela ed a cui Lei risulta essere estraneo, possano in alcun modo essere oggetto d’interesse e giustificare considerazioni da parte Sua” è insolente e - come dire? - poco intelligente. Insolente perché non spetta a un impiegato di banca dirmi a cosa posso o non posso interessarmi; poco intelligente perché i costi occulti e palesi scaricati dalle banche sui clienti ricadono sull’intero sistema economico italiano, e qualsiasi cittadino ha il diritto di giudicare e censurare le vostre procedure.
Il mio tempo è prezioso, e suppongo anche il vostro; considero quindi concluso il nostro scambio di corrispondenza. Eventuali ulteriori comunicazioni da parte della SanPaolo verranno automaticamente reindirizzate al sito http://sanpaolo.bastianini.info
Acquaviva Picena
6.12.2005
 
PS: nella mia precedente comunicazione segnalavo che "per quanto accuratamente abbia cercato, non ho trovato sul vostro sito www.sanpaolo.com l’indirizzo dell’ufficio per i rapporti col pubblico. Se esiste cerca di non farsi notare, e tutto considerato mi sembra una saggia precauzione".
Intendevo fare una battuta, ma constato che non lo era poi mica tanto. Continuate a mantenere un profilo estremamente basso, e preferiti trincerarvi dietro un anonimo e anodino "RELAZIONI CLIENTELA, Ufficio Reclami", invece di qualificarvi e firmare. Anche in questo caso, capisco perfettamente i motivi.

A questo punto, ovviamente, la "DIREZIONE RETAIL & PRIVATE Relazioni Clientela - Ufficio Reclami" (insomma, l'impiegatuccio che risponde alle lettere di protesta) ha pensato bene di sparire dalla circolazione. Con mio grande rammarico ho così dovuto porre fine allo scambio di corrispondenza col mio colto e raffinato interlocutore.
Ma siccome avevo incassato l'assegno sono sopravvissuto al dolore.